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AI Act: Verso un Futuro Innovativo e Sicuro nell'Intelligenza Artificiale

L'Unione europea si appresta a varare una legislazione all'avanguardia nel campo dell'Intelligenza Artificiale, che si prospetta come la più completa e avanzata a livello globale.



L'obiettivo primario di questa normativa è quello di promuovere lo sviluppo dell'intelligenza artificiale assicurando, al contempo, il pieno rispetto dei diritti umani fondamentali. Dopo estenuanti trattative, protrattesi per oltre 36 ore nell'arco di tre giorni, le tre principali istituzioni europee – il Parlamento Europeo, la Commissione Europea e il Consiglio Europeo – hanno raggiunto un accordo politico sul cosiddetto AI Act. Sebbene il testo necessiti di ulteriori rifiniture nelle prossime settimane, l'accordo raggiunto garantisce che la legislazione sarà ratificata entro la fine del mandato parlamentare in corso, per poi essere implementata gradualmente nel corso dei successivi due anni. Tale risultato non era affatto scontato, specialmente considerando le divergenti posizioni iniziali: da un lato, il Parlamento Europeo, maggiormente incline alla salvaguardia dei diritti civili, e dall'altro, i governi nazionali, più orientati verso le esigenze di sviluppo economico e di ordine pubblico.


Uno dei punti più delicati delle trattative ha riguardato la regolamentazione delle intelligenze artificiali più avanzate, come quelle sviluppate da aziende di spicco quali OpenAi, Meta e Google. Giovedì, è stato superato l'ostacolo relativo a queste tecnologie: verranno sottoposte a normative vincolanti in materia di trasparenza e sicurezza, anziché a semplici codici di condotta su base volontaria. Inoltre, è stato raggiunto un compromesso sull'ultimo punto critico, ossia l'uso delle applicazioni di intelligenza artificiale in ambito poliziesco: il riconoscimento biometrico, per citare uno degli aspetti più controversi, sarà permesso solo in casi di reati gravi e previa autorizzazione giudiziaria.


Thierry Breton, Commissario europeo, ha celebrato questo momento definendolo storico e ha enfatizzato come l'AI Act rappresenti un trampolino di lancio per ricercatori e aziende europee, consentendo loro di posizionarsi in prima linea nella corsa globale all'IA. Brando Benifei, europarlamentare del Partito Democratico e relatore della normativa, ha sottolineato come questa legge ponga i diritti e le libertà al centro dello sviluppo di questa tecnologia rivoluzionaria, equilibrando innovazione e protezione. Tuttavia, permangono numerose incertezze riguardo all'equilibrio finale, all'applicazione e all'efficacia dell'AI Act.


Il fulcro dell'AI Act risiede nella classificazione delle applicazioni di intelligenza artificiale basata sul livello di rischio che esse rappresentano per i diritti fondamentali. In questo contesto, vengono proibiti alcuni ambiti ritenuti eccessivamente rischiosi, come i sistemi di valutazione sociale (social scoring), già teorizzati e sperimentati in alcuni paesi, e quelli che manipolano decisioni e comportamenti umani. Gli algoritmi per il riconoscimento delle emozioni saranno banditi da scuole e luoghi di lavoro, mentre sembrano poter trovare applicazione in contesti legati all'immigrazione e alla sicurezza, come richiesto dai governi. Il Parlamento Europeo ha ottenuto una vittoria significativa riguardo ai sistemi di categorizzazione basati su dati sensibili, come razza, religione, orientamento sessuale, che saranno vietati.


L'AI Act, la proposta legislativa dell'Unione Europea, si presenta come un ambizioso passo avanti nell'affrontare le sfide poste dall'intelligenza artificiale. Questa legge si propone di essere un modello a livello mondiale per la regolamentazione dell'IA, mettendo al centro i diritti umani e la sicurezza, senza però trascurare l'innovazione e la crescita economica.


La normativa si articola su vari livelli, suddividendo le applicazioni AI in categorie basate sul rischio che presentano. Le applicazioni a basso rischio, come chatbot e algoritmi di raccomandazione, saranno soggette a requisiti di trasparenza minimi. Per le tecnologie di rischio intermedio, come quelle utilizzate nel settore sanitario o dei trasporti, saranno richieste maggiori garanzie in termini di sicurezza e affidabilità.


Un aspetto cruciale della legislazione riguarda il trattamento dei dati personali. L'AI Act introduce rigide restrizioni sull'uso di dati biometrici, come le impronte digitali o il riconoscimento facciale, limitandone l'uso a casi specifici e sotto stretto controllo. Inoltre, prevede che gli algoritmi di IA utilizzati per la profilazione e per decisioni che hanno un impatto significativo sulla vita delle persone siano trasparenti e spiegabili, in modo da garantire un diritto di ricorso.


Sono previste anche misure per promuovere l'innovazione. L'AI Act incoraggia la creazione di "sandbox" regolamentari, spazi in cui le aziende possono sperimentare soluzioni AI in un ambiente controllato, ricevendo supporto e guida dalle autorità. Questo approccio mira a bilanciare la necessità di regolamentazione con quella di non soffocare il progresso tecnologico.


L'AI Act prevede anche un meccanismo di supervisione e controllo, con la creazione di un organismo europeo che avrà il compito di monitorare l'attuazione della legge e di intervenire in caso di violazioni. Le sanzioni per le aziende che non rispettano la normativa saranno severe, con multe che possono raggiungere l'4% del fatturato globale.


La reazione al nuovo regolamento è stata mista. Alcuni esperti e attivisti per i diritti digitali hanno elogiato l'approccio olistico dell'UE, mentre altri lo hanno criticato per non essere sufficientemente rigoroso nei confronti delle grandi aziende tecnologiche. D'altra parte, l'industria tech ha espresso preoccupazioni per la possibilità che regole troppo stringenti possano ostacolare l'innovazione.


In conclusione, l'AI Act rappresenta un passo significativo nella regolamentazione dell'intelligenza artificiale, cercando di bilanciare i rischi e i benefici di questa tecnologia in rapida evoluzione. Resta da vedere come sarà implementata e quali effetti avrà sul settore tecnologico e sulla società nel suo insieme.

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