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WhatsApp: Comunicazione Rivoluzionaria o Trappola Digitale?

Le trappole nascoste nell'applicazione che ha conquistato il mondo



Non molto tempo fa, l'email sembrava una fantascienza. Per chi è cresciuto nell'era del fax e delle lettere affrancate, l'ascesa dell'email, che ha permesso di comunicare con persone lontane e inviare documenti di ogni tipo in tempo reale, è stata una vera rivoluzione.


Oggi, non solo ciò appare del tutto normale, ma è difficile immaginare una vita e un lavoro senza email. Tuttavia, la tecnologia evolve rapidamente, mantenendosi sempre un passo avanti, accelerando continuamente i nostri metodi di comunicazione. L'email è già considerata obsoleta.


Nel mondo del lavoro, con la diffusione del telelavoro, le comunicazioni tra dipendenti o tra aziende e dipendenti si sono spostate dall'email ad altri strumenti, come le varie piattaforme di videoconferenza o programmi di messaggistica come WhatsApp.


Chi lavora tutto il giorno al computer è stato sicuramente attratto dalla promessa di una comunicazione più immediata e fluida, che ha anche cambiato il nostro linguaggio e la scelta delle parole: meno fronzoli e formalità, uno stile più diretto e essenziale.


WhatsApp, utilizzata oggi da oltre 2 miliardi di persone in 180 paesi, è la protagonista indiscussa di questa trasformazione. Non solo domina le comunicazioni personali, ma è sempre più presente anche in quelle professionali.

WhatsApp come strumento di lavoro Secondo uno studio di Veritas Technologies, il 75% dei 12.500 dipendenti intervistati usa frequentemente WhatsApp per comunicazioni professionali e il 71% lo usa per inviare informazioni sensibili per conto dell'azienda.


Anche Federprivacy ha riscontrato una tendenza simile, con il 52% degli intervistati che ammette di usare WhatsApp per inviare documenti, scansioni e file condivisi in modo semplice e veloce.


Questo cambiamento di abitudini suscita entusiasmo, ma ha anche il suo lato oscuro. Solleva, prima di tutto, problemi di sicurezza e privacy. Un quarto degli intervistati da Federprivacy ha ammesso di aver inviato per errore dati sensibili a destinatari sbagliati, come password aziendali, informazioni clienti riservate, dettagli sugli stipendi e persino dati sulla salute.


Tuttavia, questi errori e rischi non sembrano scoraggiare gli utenti, con il 79% che afferma che in futuro sarebbero disposti a usare ancora WhatsApp per condividere dati aziendali.

I rischi legati a WhatsApp A questo si aggiungono i rischi di vere e proprie truffe tramite l'app. Ci sono vari tipi di truffe, da link dannosi che imitano messaggi di marchi noti, all'app clonata che invita gli utenti a installare WhatsApp al di fuori dell'App Store, fino al classico phishing.


Piratage sociale Oltre a ciò, c'è anche il social hacking, ovvero intrusioni di hacker nei conti al fine di estorcere un riscatto alla vittima.

Una delle tecniche più comuni utilizzate dagli hacker informatici è quella di condividere i codici PIN o di sicurezza ricevuti tramite SMS. La vittima riceve un messaggio su WhatsApp da una persona di fiducia che chiede di trasmettere un codice ricevuto via SMS.


Spesso, la vittima esegue l'operazione senza pensarci troppo. Questo è l'inizio dei problemi: pochi secondi dopo, l'utente non può più accedere al suo account WhatsApp, né ai chat e contatti. Quei sei numeri erano il codice di sicurezza usato dall'hacker.


La nuova truffa WhatsApp Recentemente, i truffatori hanno adottato una nuova strategia che utilizza metodi meno tecnici e più "comunicativi". Secondo Rahul Sasi, CEO di CloudSEk, i criminali sfruttano codici comuni che chiunque può attivare sul telefono per deviare chiamate e SMS. Un complice chiama la vittima, occupando la linea e invitandola a digitare certe sequenze di numeri. In questo modo, l'hacker può prendere il controllo del profilo WhatsApp della vittima.


Le protezioni Secondo gli esperti, la migliore protezione contro queste truffe è l'attivazione della verifica in due passaggi. È importante non essere mai impreparati e costruire un "sistema immunitario" contro i numerosi tranelli della tecnologia, specialmente quando si tratta di dati sensibili e informazioni aziendali.

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